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Sport e Salute e adidas, la sfida contro il drop-out parte dai giovani: Camarda interroga i ragazzi: «perché lo sport è importante?»

«Perché fate sport?», «Che cosa vi dà che non trovate da nessun'altra parte?», «Vi è mai capitato di voler smettere? E che cosa vi ha fatto cambiare idea?».

A fare le domande, questa volta, è Francesco Camarda, attaccante del Milan. A rispondere sono gli alunni dell’IC Paolo e Larissa Pini di Milano, con le loro esperienze, le loro idee e il loro modo di vivere lo sport. Non servono risposte giuste, né formule da imparare a memoria: a scuola, il valore dello sport si misura soprattutto nelle storie di chi lo pratica ogni giorno, di chi vorrebbe iniziare e di chi, qualche volta, ha pensato di smettere.

È da questo dialogo che prende forma l’incontro con gli studenti nell’ambito di Scuola Attiva, il progetto promosso da Sport e Salute per avvicinare le nuove generazioni all’attività motoria e ai suoi valori. Un’occasione per mettere i ragazzi al centro, ascoltarli e renderli protagonisti di una riflessione che riguarda tutti: perché lo sport è importante e cosa possiamo fare affinché nessuno rinunci a praticarlo.

Camarda ascolta, raccoglie le risposte e si confronta con gli studenti. Le domande diventano un modo per parlare di amicizia, divertimento, impegno, rispetto delle regole, fiducia in sé stessi e capacità di affrontare le difficoltà. Valori che si imparano giocando, molto prima di inseguire un risultato.

Dopo il confronto, si passa dalle parole al movimento. Gli studenti partecipano a una lezione di attività motoria guidata dai tutor di Sport e Salute: un’esperienza pratica in cui sperimentare il piacere di muoversi, collaborare e mettersi alla prova insieme.

L’iniziativa si inserisce nel percorso nazionale promosso da Sport e Salute e adidas per contrastare il fenomeno del drop-out sportivo tra i più giovani, con l’obiettivo di sensibilizzare ragazze e ragazzi sull’importanza di praticare attività fisica e contribuire a costruire le condizioni perché continuino a farlo nel tempo.

L’abbandono sportivo durante la crescita è una sfida che richiede attenzione e risposte concrete. In questo percorso, la scuola rappresenta un luogo fondamentale: è qui che lo sport può diventare un’opportunità accessibile, un’occasione di incontro e uno spazio in cui scoprire le proprie capacità senza sentirsi giudicati.

«Quando giochi a calcio, impari che non devi fare tutto da solo: hai dei compagni, qualcuno che ti aiuta e qualcuno che conta su di te. E non è importante essere il più bravo per sentirsi parte della squadra. La cosa bella dello sport è proprio questa: ti dà la possibilità di metterti alla prova, divertirti e migliorare, anche quando qualcosa non ti riesce. Se posso lasciare un messaggio ai ragazzi, è di non avere paura di provare e di non pensare che lo sport sia soltanto per chi vuole diventare un professionista. È un’esperienza che può dare tanto a tutti», dichiara Francesco Camarda.

L’incontro all’IC Paolo e Larissa Pini conferma il valore di un percorso che porta lo sport nella quotidianità scolastica e promuove stili di vita attivi attraverso il coinvolgimento diretto degli studenti, dei docenti e dei tutor. Una sinergia tra Sport e Salute e adidas che punta a contrastare il drop-out sportivo partendo proprio dai più giovani, dando loro occasioni per sperimentare, partecipare e trovare nello sport una passione da coltivare.

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