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#StudiEremoinFamiglia, pratica sportiva e drop out: l’impegno della FederCanottaggio per le generazioni Alpha e Z

 

In occasione del convegno “Crescere le nuove generazioni con il Canottaggio”, momento di chiusura del progetto #StudiEremoinFamiglia che con il sostegno del Ministro per lo Sport e i Giovani e di Sport e Salute ha coinvolto oltre seimila giovani, le loro famiglie e i loro insegnanti nella stagione 2025/2026, questa mattina la Federazione Italiana Canottaggio ha presentato i risultati di una ricerca sulle nuove generazioni di atleti e genitori. All'Auditorium Casa dello Sport, a Roma nel Palazzo delle Federazioni di Viale Tiziano, sono intervenuti il Capo Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio Flavio Siniscalchi, il Direttore Sport Impact di Sport e Salute Rossana Ciuffetti, il consigliere federale e membro di giunta Coni Valentina Rodini,  il docente in management aziendale e sportivo Valter Borellini, il segretario generale FIC Giovanni Esposito.  

La ricerca è stata effettuata mediante la somministrazione di 3 questionari, progettati dal dottor Borellini, ai seguenti target: atlete/i di età 8-13 anni (generazione Alpha con 1351 partecipanti), con punti riferiti al perché e al come viene svolta l’attività sportiva, unitamente al supporto dei genitori, ad atlete/i di età 14-18 anni (generazione Z con 120 partecipanti), con gli stessi elementi oltre a richiedere le eventuali motivazioni per l’abbandono, e ai genitori (generazione X e Y con 206 partecipanti) con item che fanno riferimento al tipo di supporto fornito ai figli e al livello di importanza percepita da loro circa il sostegno fornito.

In riferimento agli atleti di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, si registra una elevata percentuale di motivazione intrinseca per la pratica sportiva legata al divertimento (98% sia per maschi che per femmine), al rispetto delle regole (88% maschi e 92% femmine) e alla socializzazione (93% maschi e 97% femmine). A livello di motivazione estrinseca, la ricerca segnala una percentuale connessa all’aiuto dello svolgimento delle attività sportive per migliorare le performance scolastiche pari al 43%. Livello basso ma significativo (18%) per la scelta dello sport su indicazione o consiglio dei genitori. Il 69% degli atleti ha bisogno di scegliere i compagni con cui allenarsi, il 75% di imparare gli esercizi da soli e il 57% di essere autonomo direttamente nella scelta della modalità di allenamento. Per il 72% dei ragazzi ripetere molte volte un esercizio è noioso.  A proposito del ruolo dell’allenatore, il 70% degli atleti ritiene che faccia la differenza e il 95% gradisce vederlo mentre lo spiega e fa vedere anche più volte. Le regole durante le sedute di allenamento sono ritenute fondamentali dall’81%. Il 51% dei ragazzi di 8-13 anni afferma di ricevere consigli o indicazioni dai propri genitori in previsione di allenamenti o gare. Il 42% racconta che papà e mamma non consentono di praticare canottaggio qualora il rendimento scolastico non sia buono. Secondo la percezione dei figli espressa con le risposte al questionario FIC, l’82% dei genitori è presente agli allenamenti e il 91% alle gare, l’80% si rapporta con i tecnici, il 45% prepara la borsa.

In definitiva, l’atleta della Generazione Alpha tende a preferire formati di apprendimento visivo, è esperto nell'uso delle nuove tecnologie, è indipendente e individualista, si aspetta che le sue esigenze e preferenze siano prese in considerazione nella partecipazione sportiva. Enfasi sul divertimento e sulla connessione sociale: Apprezza il divertimento nello sport e la sua partecipazione è spesso guidata dalla gioia e dalla connessione sociale che fornisce.

 

Per la Generazione Z, atleti di 14-18 anni, resta elevato il livello di motivazione intrinseca legato al divertimento, al rispetto delle regole e alla socializzazione, con un incremento con il passare degli anni della percezione dei benefici derivanti dallo svolgimento dell’attività sportiva. Rimangono invariate anche le percentuali (95%) riferite al valore dell’allenatore per la corretta assimilazione della tecnica. Permane la tendenza ad annoiarsi durante la ripetizione degli esercizi così come il bisogno di autoapprendimento. In riferimento ai genitori, c’è un basso livello di percezione orientata al controllo e alto, invece, per quanto riguarda il sostegno e la promozione delle attività sportive.

Ecco le percentuali delle cause dell’abbandono: 30,08% allenatore, 23,56% riduzione motivazione intrinseca, 13,03% mancato miglioramento delle proprie abilità, 10,78% impegni per allenamenti, 9,02% impegni e pressioni esterne, 6,02% clima e solidarietà, 4,51% bisogno di altro sport, 3,01% strutture e impianti carenti.

Il report esplorativo condotto sui genitori degli atleti/e nell'anno sportivo 2025-2026 ha fornito una panoramica chiara e dettagliata relativamente alle dinamiche relazionali, al sostegno e alla percezione del ruolo dei genitori delle atlete e degli atleti coinvolti nelle attività remiere. L'indagine aveva l’obiettivo di offrire spunti concreti ad allenatori e operatori sportivi per ottimizzare la gestione della crescita dei ragazzi.

Le reazioni eccessive o impulsive dei genitori rispetto alle prestazioni dei figli/e si collocano infatti prevalentemente tra il livello "mai" e "raramente", sebbene si riscontrino picchi isolati verso il valore "a volte" nella fascia d'età genitoriale tra i 25 e i 29 anni, tra chi possiede la licenza media, tra i genitori di figli più piccoli (8-9 anni). La "presenza e il sostegno" durante gli impegni sportivi rimangono stabilmente elevati in tutto il campione, attestandosi tra i parametri "a volte" e "spesso", senza sensibili differenze di genere o di titolo di studio. Il "controllo e monitoraggio" delle attività prettamente sportive si attesta invece tra il "raramente" e il "a volte", mostrando tuttavia una controtendenza più marcata e assidua nei genitori più giovani. 

 

Con il convegno “Crescere le nuove generazioni con il Canottaggio”, si è così concluso il percorso di #StudiEremoinFamiglia, ideato e realizzato dalla FIC con l’obiettivo di promuovere la cultura dello sport e, allo stesso tempo, sviluppare una concreta azione di contrasto del fenomeno del drop out. Un impegno reso possibile dalla collaborazione dei tecnici e dei dirigenti societari, nell’ambito di un gioco di squadra che ha permesso ad alunni, docenti e famiglie di entrare a contatto con una disciplina sportiva legata all’acqua, all’ambiente naturale e, quindi, alla sostenibilità. Tappa importante del progetto è stata l’assegnazione di 132 imbarcazioni 7,20 alle società affiliate FIC con l’obiettivo di supportare la loro azione in direzione di un forte incremento dei tesseramenti, soprattutto giovanili, naturalmente senza mai dimenticare che il Canottaggio, per la sua vocazione inclusiva, può esser praticato a ogni età e con ogni abilità.  

“La nostra Federazione pone la valorizzazione della figura dell’atleta al centro della sua azione insieme all’attività di promozione sportiva – afferma il Presidente federaleRossano Galtarossa – Il progetto #StudiEremoinFamiglia è andato in questa direzione consentendoci, grazie al supporto del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e di Sport e Salute, di allargare sensibilmente la pratica remiera al mondo della scuola, di entrare in contatto con le loro famiglie, di consentire ai nostri tecnici di affrontare corsi di formazione. I risultati della ricerca condotta sulle motivazioni della pratica sportiva, con il focus sulle ragioni del drop out, verranno condivisi con tecnici e dirigenti societari con l’obiettivo di rendere sempre più accogliente e stimolante l’ambiente remiero operando così per un futuro migliore nell’ottica della cultura della sostenibilità”.

Siamo felici di aver accompagnato la Federazione Canottaggio in questo nuovo progetto che afferma ancora una volta l’importanza di promuovere l’attività sportiva in ogni sua forma, riaffermando l’importanza dell’inclusione e dell’integrazione, temi sui quali il Ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, continua, attraverso il Dipartimento per lo Sport, ad investire  - afferma Flavio Siniscalchi, Capo del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Il fenomeno del drop out sportivo è purtroppo ancora particolarmente diffuso tra gli adolescenti e questa iniziativa consente di accrescere la consapevolezza, soprattutto dei più giovani, sull’importanza di praticare una disciplina sportiva in maniera continuativa, al fine di migliorare il proprio benessere psico fisico e, dunque, la qualità della vita di una intera comunità”.

“I dati del progetto #StudiEremoinFamiglia ci dimostrano come il canottaggio non sia solo una disciplina sportiva con valori importanti, ma un vero e proprio alleato dei percorsi educativi e familiari – sono parole di Rossana Ciuffetti, Direttore Sport Impact di Sport e Salute - Sostenere iniziative come questa, per Sport e Salute, significa intervenire concretamente contro il drop out giovanile, offrendo alle nuove generazioni modelli di crescita sani, inclusivi e soprattutto capaci di fare rete con le altre agenzie educative oltre allo sport: in primis le famiglie poi scuole e territorio. La nostra missione è promuovere lo sport sociale come pilastro della società civile e la Federazione Italiana Canottaggio si conferma un partner d'eccellenza in questo percorso”.

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