fbpx

Sedentarietà, non conta solo quanto ci si allena. Ma anche quante volte ci si alza dalla sedia

Siamo abituati a pensare che per compensare una lunga giornata di lavoro trascorso davanti al computer basti un’ora di palestra la sera o una sessione di corsa nel fine settimana. Un’ampia ricerca scientifica condotta dall’Università di Glasgow e pubblicata in questi giorni fa sulla rivista PLOS Medicine mette in discussione questa convinzione, dimostrando che il modo in cui accumuliamo le ore di inattività durante il giorno ha un impatto diretto e profondo sulla nostra salute.

Lo studio ha monitorato oltre 91.000 partecipanti per un periodo di dodici anni, evidenziando un dato fondamentale: rimanere seduti o sdraiati in modo continuativo per più di trenta minuti consecutivi aumenta il rischio di mortalità.

Se da un lato la correlazione tra sedentarietà prolungata e patologie cardiovascolari è nota da tempo, la ricerca guidata dal Dr. Frederick Ho si è concentrata sulla continuità dell'inattività e sulla possibilità di svilupparepatologie oncologiche.

I dati indicano che ogni ora aggiuntiva di stasi ininterrotta accumulata durante la giornata incrementa il rischio di morte del dieci per cento.

Il problema principale risiede nella costante stasi muscolare e metabolica a cui sottoponiamo il corpo rimanendo bloccati alla scrivania per ore senza mai fare una pausa.

La nota rassicurante emersa dall'indagine riguarda la facilità con cui è possibile contrastare questo fenomeno.

Non occorre stravolgere la propria routine quotidiana né dedicarsi a sessioni di allenamento estenuanti: è sufficiente interrompere la sedentarietà con piccoli movimenti frequenti.

Dedicare, ad esempio, mezz'ora a una camminata a passo svelto abbatte il rischio di mortalità dell'otto per cento. Sostituire 1 ora di sedentarietà con faccende domestiche o una passeggiata, alza la percentuale al dodici per cento, mentre bastano appena cinque minuti al giorno di sforzo più intenso per osservare una riduzione del rischio fino al ventidue per cento.

Come sottolineato dagli autori, le raccomandazioni sulla salute pubblica tendono generalmente a focalizzarsi quasi esclusivamente sull'esercizio fisico moderato o intenso, trascurando il valore straordinario del movimento leggero.

Alzarsi ogni mezz'ora, anche solo per fare due passi all'interno dell'ufficio o per bere un bicchiere d'acqua, rappresenta una misura di protezione efficace e accessibile a chiunque.

Per ridurre l'impatto della sedentarietà è utile programmare un avviso sul telefono per ricordarsi di alzarsi dalla sedia, effettuare le telefonate rimanendo in piedi oppure sfruttare ogni occasione per fare le scale invece di prendere l'ascensore. Iniziare a considerare il movimento come un'interruzione costante della routine sedentaria è il primo, vero passo per tutelare la nostra salute a lungo termine.

Leggi la ricerca

Potrebbe interessarti anche