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LA SANTIAGO ROADMAP: PERCHÉ L’INCLUSIONE NELLO SPORT ENTRA NELLA FASE OPERATIVA

Anno di pubblicazione: 

2025

Autore: 

UNESCO

Tematiche: 

Disabilità Salute e prevenzione Sistema sportivo Ceti fragili Impatto sociale Diversità e Inclusione

PERCHÉ CONTA

Nel 2025 l’inclusione delle persone con disabilità nello sport compie un passaggio chiave: da principio condiviso a impegno operativo misurabile.

La Santiago Roadmap for Inclusive Sport and Education, adottata a novembre 2025, definisce per la prima volta scadenze, attori e strumenti per tradurre gli impegni internazionali in azioni concrete, collegando sport, educazione e politiche pubbliche in un’unica architettura di intervento.

Il documento rappresenta il riferimento strategico per il periodo che conduce a tre appuntamenti cruciali: MINEPS VIII (2027), i Special Olympics World Games di Santiago (2027) e i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. 

I NUMERI CHE SPIEGANO L’URGENZA

Al centro della Roadmap c’è un dato che sintetizza il problema strutturale:

  • 1 studente su 3 con disabilità non ha ancora accesso all’educazione fisica insieme ai propri pari.
  • Questa esclusione incide direttamente su benessere, apprendimento e pari opportunità, producendo effetti lungo tutto l’arco di vita.

Il messaggio è chiaro: senza un accesso inclusivo allo sport e all’educazione fisica, le disuguaglianze non si riducono, ma si rafforzano.

DALLA CORNICE NORMATIVA ALL’ATTUAZIONE

La Roadmap si fonda sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) e sull’ Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, traducendo i principi di inclusione in strumenti di policy operativi.

La novità non è il riferimento ai diritti, ma la traduzione di questi principi in strumenti di policy.

UNESCO sta sviluppando Standard Globali di Policy per uno sport e un’educazione fisica inclusivi, equi e sicuri, pensati per guidare concretamente:

  • progettazione delle politiche,
  • attuazione nazionale,
  • valutazione dei risultati.

SPORT ED EDUCAZIONE: UNA CONVERGENZA STRUTTURALE

Uno degli elementi più innovativi della Santiago Roadmap è l’allineamento esplicito tra sistemi sportivi e sistemi educativi, in coerenza con la Dichiarazione di Fortaleza (2024).

La Roadmap promuove:

  • curricoli condivisi,
  • formazione integrata di educatori e allenatori,
  • iniziative comunitarie che superano i tradizionali silos amministrativi.

IMPLICAZIONI OPERATIVE PER IL SISTEMA SPORTIVO

La Roadmap ha effetti diretti sull’organizzazione e sulla governance dello sport:

Governance
I Comitati Paralimpici sono individuati come attori chiave per lo sviluppo di capacità a livello di base e per il pilotaggio degli Standard UNESCO.

Formazione
Il Fit for Life Sport Leadership Programme diventa lo strumento centrale per aggiornare allenatori, educatori e policy maker.

Dati e monitoraggio

Il Global Sport Policy Survey e il Fit for Life Data Dashboard forniranno dati comparabili a livello internazionale su politiche, investimenti e governance.

Infrastrutture e cooperazione

La Roadmap sottolinea la necessità di collaborazione tra ministeri (sport, istruzione, welfare) per intervenire su infrastrutture accessibili.

RICERCA E INVESTIMENTI: DALL’INTUIZIONE ALL’EVIDENZA

UNESCO e CAF stanno costruendo un’agenda di ricerca per dimostrare il valore sociale ed economico dell’inclusione delle persone con disabilità nello sport.
L’obiettivo è orientare gli investimenti verso le politiche che generano maggiore impatto, rafforzando la posizione dello sport come leva di sviluppo sostenibile. 

LE SCADENZE CHE CONTANO

La Roadmap definisce un calendario preciso:

  • 2026: avvio dei pilot sugli Standard UNESCO e dei progetti CAF
  • 2027: adozione a MINEPS VIII e verifica ai Special Olympics di Santiago
  • 2028: rendicontazione sull’attuazione della Paris 2024 Call to Action ai Giochi Paralimpici di Los Angeles

Queste scadenze diventano finestre di accountability internazionale, non semplici eventi simbolici.

CONCLUSIONE: L’INCLUSIONE COME CRITERIO DI POLICY

La Santiago Roadmap segna un cambio di paradigma per il sistema sportivo:
l’inclusione non è più un capitolo separato, ma un criterio trasversale di progettazione delle politiche.

Per le organizzazioni sportive, la sfida ora è operativa: partecipare alla definizione degli Standard, integrare metodologie inclusive nei programmi esistenti e contribuire alla raccolta di dati che rendano visibili i progressi.

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