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Studi e dati dello Sport
VISIONE STRATEGICA PER LO SPORT IN EUROPA
Anno di pubblicazione:
2026Autore:
Commissione EuropeaTematiche:
Documenti di policy Popolazione generale Sistema sportivo Politiche UE Politiche Sportive
PERCHÉ QUESTA CONSULTAZIONE CONTA OGGI
Nel prossimo ciclo politico europeo (2024–2029) lo sport è destinato a uscire definitivamente da una dimensione marginale, per diventare una leva strutturale delle politiche pubbliche europee.
La sfida non è riconoscerne il valore sociale, ma tradurre il consenso in scelte operative su governance, sport di base, inclusione e diritti.
La consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea tra settembre e dicembre 2025 rappresenta uno dei mandati politici più chiari degli ultimi anni, indicando come potrebbe evolvere il Modello Sportivo Europeo (MSE).
1. OBIETTIVO DELLA CONSULTAZIONE
La Commissione europea ha raccolto contributi in vista della Comunicazione istituzionale “Una visione strategica per lo sport in Europa: rafforzare il Modello Sportivo Europeo”.
Questo articolo ne sintetizza i risultati principali per policy maker, dirigenti sportivi, federazioni, enti locali e operatori del settore, con un focus sulle implicazioni operative.
Hanno risposto 211 soggetti: cittadini UE (36%), ONG (32%), istituzioni accademiche (12%) e autorità pubbliche (10%), soprattutto da Belgio, Germania e Francia (v.di Fig.1)
2. DATI CHIAVE: DOVE C’È CONSENSO
Lo sport è percepito come investimento sociale strategico, non solo come fenomeno economico o competitivo.
- 82% → promozione della salute pubblica
- 72% → riduzione della pressione sui sistemi sanitari
- 70% → rafforzamento della coesione sociale
Valori prioritari indicati
- Salute (51%)
- Inclusione (49%)
- Equità e antidiscriminazione (33%)
- Integrità (32%)
3. MODELLO SPORTIVO EUROPEO: NOTO, MA INCOMPLETO
- Oltre 2/3 dei rispondenti dichiara di conoscere il MSE
- Solo 14% ritiene che oggi sia pienamente realizzato
- 59% lo considera applicato solo in parte
Punti di forza riconosciuti:
- Buona governance e integrità: 81%
- Supporto allo sport di base: 79%
- Inclusione sociale: 75%
Punto critico principale:
- Solidarietà finanziaria: 12%
Il modello è condiviso nei principi, ma debole nella redistribuzione delle risorse.
4. LE SFIDE PIÙ URGENTI
Percentuale di risposte “molto importante”:
- Governance non etica e conflitti di interesse: 84%
- Scarso investimento nello sport di base: 78%
- Mancanza di trasparenza e accountability: 74%
- Priorità al profitto rispetto allo sviluppo di base: 71%
- Carenza di educazione fisica e alfabetizzazione motoria: 73%
Digitalizzazione
- 57% la considera una sfida da regolamentare
- 29% un’opportunità di accesso e innovazione
- 9% una minaccia
- I giovani (16–29 anni) non la percepiscono come rischio significativo.
5. IMPLICAZIONI OPERATIVE PER IL SISTEMA SPORTIVO EUROPEO
Governance
Rafforzare trasparenza, accountability e parità di genere.
L’autonomia sportiva non sarà più incondizionata, ma legata a standard europei minimi.
Sport di base
Ribilanciare risorse verso club locali, volontariato e accesso alle infrastrutture.
La sostenibilità del sistema parte dalla base, non dall’élite.
Salute & istruzione
Integrare alfabetizzazione motoria ed educazione fisica nelle politiche scolastiche e sanitarie UE.
La scuola emerge come snodo strategico centrale.
Inclusione & diritti
Tutela di atleti, minori e gruppi vulnerabili; maggiore rappresentanza degli atleti nella governance.
6. CONCLUSIONI OPERATIVE
Il 79% dei rispondenti giudica molto importante un’azione UE sullo sport.
Le sei priorità indicate da oltre il 60% dei partecipanti sono:
- Integrazione di attività fisica e alfabetizzazione motoria nel MSE (72%)
- Finanziamenti prioritari allo sport di base (71%)
- Integrazione trasversale dello sport nelle politiche UE (68%)
- Parità, inclusione e accessibilità (65%)
- Rafforzamento di integrità e buona governance (62%)
- Definizione di benchmark europei sulla governance sportiva (60%)
La consultazione evidenzia una richiesta chiara: rafforzare il Modello Sportivo Europeo rendendo coerenti valori e pratiche.
Il futuro dello sport europeo dovrà bilanciare autonomia e responsabilità, competizione e funzione sociale, crescita economica e coesione.
La Commissione europea è ora chiamata a tradurre questo mandato partecipativo in una Comunicazione capace di rendere lo sport pilastro strutturale del modello sociale europeo nel periodo 2024–2029.
