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Fabrizio Moro sul ring: il riscatto della periferia

Finito il casting all’Ondina Valla - in casa Sport e Salute S.p.A nell’ambito del piano Sport e Periferie – prima del  via alle riprese di Ghiaccio. È la nuova sfida del cantautore romano Fabrizio Moro, questa volta dietro una telecamera a suon di “ciack… si gira”. Sceneggiatura e regia a quattro mani per l’opera prima di chi guarda il mondo con la curiosità di un “ragazzo di periferia” e incanala – da sempre – la tenacia verso la completezza artistica.

Adesso, scommette sul cinema e realizza un altro sogno. Fabrizio sceglie il linguaggio dello sport, della boxe tanto amata sin dall’infanzia, per parlare di disagio e malavita, e lo fa in team con l’amico Alessio De Leonardis (anche compagno di regia del videoclip della nuova versione de “Il senso di ogni cosa”) per condividere la complessità dell’impresa e conquistare il titolo: una nuova medaglia da regista.

Il film racconta la Roma di borgata e i suoi meccanismi, passando anche per la criminalità. Narra la periferia urbana di fine anni ’90 e la scruta alla lente d’ingrandimento a suon di techno e a colpi di boxe. Due elementi che messi assieme “sballano” e alterano il tempo, le cose, la realtà. Uno sport di combattimento a misura d’uomo che fa i conti con l’ambiente e l’entrata in scena delle nuove discipline provenienti dal nord-est asiatico ispirate a Pancrazio (MMA). Moro non mancherà di fare cronaca. È quello a cui l’artista ci ha abituati a suon di musica consigliando “Pensa”. Questa volta per farlo userà anche le immagini, con i volti di Giacomo Ferrara e Vinicio Machioni, protagonisti di “Ghiaccio”, e il cameo del campione Giovanni De Carolis, emblema del pugilato romano e mondiale. Mentre il vello d’oro di Fabrizio si muoverà fra i frame filmici per mano dei suoi avatar Giorgio e Massimo, il tempo di ripresa (5 settimane e 2 giorni) si susseguirà come in un walzer in coppia con De Leonardis. La distribuzione è ferma alle corde e, in attesa del gong, dovrà calcare il ring contro il Covid-19.

Si comincia dal KO per conquistare il podio. Fabrizio è abituato. Darsi per vinto? No, Moro mai!