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Lo Sport è salute! Ecco i numeri che attestano l'impatto sulla salute degli investimenti pubblici attraverso Sport e Salute

Lo sport è salute. Chi fa sport si ammala meno. Investire nello sport genera un risparmio nella spesa sanitaria.
Messaggi chiari che, da oggi, trovano conferma anche nei numeri.
Lo studio sperimentale realizzato in collaborazione da Sport e Salute, Agenas e Ministero della Salute conferma infatti che investire nell’attività fisica non è un costo, ma una leva strategica capace di generare salute e risparmi concreti per il sistema sanitario.
I dati sono stati presentati questo martedi a Roma in occasione degli Internazionali BNL d’Italia alla presenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, del Ministro della Salute Orazio Schillaci, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, dell’Amministratore Delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, del Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi, del Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana Maurizio Casasco e del Direttore Generale di Agenas Angelo Tanese.

I NUMERI
Nel complesso, lo studio considera un investimento totale pari a 3,16 miliardi di euro che attraverso Sport e Salute sono stati destinati alle infrastrutture per la pratica sportiva e alla promozione dell’attività fisica, a fronte del quale i benefici risultano concreti e misurabili nel periodo 2019-2024.
L’analisi sugli investimenti strategici, focalizzata sulla popolazione adulta (over 18) e sui soli costi sanitari diretti, evidenzia un impatto significativo in termini di prevenzione e riduzione della spesa sanitaria.

L’aumento dei livelli di attività fisica ha contribuito a evitare migliaia di nuovi casi di patologie croniche e mentali.
Nel dettaglio, per il diabete si stimano fino a 3.971 casi in meno, con un risparmio di quasi 11,8 milioni di euro. Ancora più rilevante l’effetto sulle cardiopatie coronariche: fino a 8.698 casi evitati e oltre 12,2 milioni di euro di risparmio. Anche l’ictus registra una riduzione significativa, con 2.788 casi in meno e un impatto economico positivo superiore agli 11 milioni di euro.
L’impatto più marcato si osserva nell’ambito della salute mentale: ansia e depressione mostrano una riduzione stimata di 92.817 casi, con un risparmio che supera i 74 milioni di euro. Anche la demenza registra un calo significativo, con 3.289 casi in meno e oltre 68 milioni di euro.

Complessivamente, i dati confermano un rapporto estremamente favorevole tra investimento e ritorno: ogni euro investito in attività fisica genera infatti 2,24 euro di benefici diretti per la popolazione adulta over 18 sul piano dei costi sanitari.
Questi numeri rafforzano l’idea che promuovere lo sport e l’attività fisica non sia soltanto una politica di prevenzione, ma una vera e propria leva strategica per ridurre la pressione economica sul sistema sanitario pubblico, migliorando al contempo la qualità della vita della popolazione.
Lo studio proseguirà ora con l’analisi della fascia pediatrica e l’approfondimento di ulteriori patologie, tra cui l’ipertensione e l’obesità.

LE DICHIRAZIONI
Giancarlo Giorgetti, Ministro dell'Economia e delle Finanze
"La nascita di Sport e Salute fu letta come un tentativo della politica di mettere le mani sullo sport, oggi vediamo che non è così. La rilevanza dello sport ai fine della prevenzione sanitaria nel corso del tempo aveva perso peso. Per questo nacque Sport e Salute. Lo spirito con cui nacque è un concetto puramente economico: l'investimento. Generalmente la politica pensa alla spesa corrente per comprarsi un po' di voti, la spesa di investimento magari produce il risultato nel lungo termine che richiede di seminare. In questi anni credo che si sia iniziato a seminare in questa prospettiva". 

Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani
"Grazie a Sport e Salute in questi anni abbiamo iniziato a lavorare sui numeri per valutare anche gli impatti socioeconomici degli investimenti. Abbiamo investito come non mai sulle infrastrutture non convenzionali, penso ad esempio agli oltre mille playground realizzati nei comuni del Sud o al progetto 'Sport Illumina' nelle realtà cittadine. Lo sport può essere prevenzione e cura e questi dati sono il frutto di una ricerca che mi auguro consenta anche al sistema sanitario di ragionare non soltanto sulle economie finanziarie. I numeri in parte si possono curare, le sofferenze intime delle persone e delle famiglie purtroppo sono ferite che rimangono. Lo sport è scuola, sociale, sempre più sostenibilità ed ora un rapporto stretto con la salute"

Orazio Schillaci, Ministro della Salute

"Siamo tornati ad essere la seconda nazionale più longeva al mondo. La prevenzione è lo strumento più utile che abbiamo. Se vogliamo continuare ad avere un sistema sanitario come il nostro, apprezzato tanto all'estero, dobbiamo diminuire il futuro numero di malati. Oggi abbiamo terapie, presidi sanitari e la possibilità di curare malattie che fino a qualche anno fa non era possibile trattare, ma dobbiamo fare in modo che gli italiani non si ammalino. E lo sport è fondamentale. Siamo la seconda nazione più longeva al mondo ma non siamo la seconda economia mondiale. Dobbiamo puntare sui corretti stili di vita e sulla prevenzione. Lo sport ha un ruolo fondamentale: molte malattie sono prevenibili, molti tumori sono prevenibili. Dobbiamo vivere di più ma soprattutto dobbiamo vivere meglio". 

Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute
“Questi dati confermano non solo come l'attività fisica sia la medicina a più basso costo ma anche di come la scelta del Paese di investire nello sport sia vincente e porti benefici. Dal 2019 Sport e Salute ha investito 3,16 miliardi di euro in infrastrutture e pratica sportiva: risorse che hanno raggiunto tutto il Paese generando un risparmio diretto per il Servizio Sanitario Nazionale, di oltre il doppio. Ogni euro investito in attività fisica, infatti, produce 2,24 euro di risparmio per la sanità pubblica. Lo certifichiamo insieme ad Agenas, dopo la prima fase dell'analisi scientifica condotta su impulso del Ministro della Salute e del Ministro per lo Sport e i Giovani. Ma non è solo un tema economico. Lo studio, che per il momento ha riguardato solo sulla popolazione adulta, indica anche i numeri di quanto, l’investimento pubblico nello sport, ha inciso nel prevenire casi di diverse patologie, come ad esempio ansia e depressione, con circa 93mila casi in meno stimati. È la dimostrazione di come muoversi faccia ammalare meno e di quanto lo sport non sia un costo per il Paese, ma una delle forme più efficiente di prevenzione che abbiamo a disposizione. Nei prossimi mesi estenderemo lo studio ai minori, a nuove patologie e a un dettaglio regionale. Inoltre, grazie ad un accordo con la FMSI, andremo a orientare le conoscenze scientifiche derivanti dallo sport d’alto livello verso tutti gli italiani che oggi hanno uno stile di vita attivo e che sono sempre in numero crescente. La direzione è chiara e non intendiamo fermarci”


Maurizio Casasco, Presidente Federazione Medico Sportiva Italiana
“La Federazione Medico Sportiva Italiana,può apportare un contributo fondamentale alla costruzione e al mantenimento dello stato di salute della popolazione lungo tutto il corso della vita. Oggi sappiamo che l’attività fisica genera fattori biologici fondamentali, come le eserchine, capaci di incidere positivamente sulle funzioni cerebrali, cardiovascolari, metaboliche e immunitarie. L’attività motoria non può essere generalizzata: deve essere prescritta secondo protocolli scientifici, tenendo conto di intensità, durata, frequenza, ambiente, sesso, età e parametri clinici e funzionali della persona. L’esercizio fisico va considerato al pari di un farmaco . Con Sport e Salute avviamo un percorso condiviso che ha l’obiettivo di arrivare a costruire un sistema integrato, nel quale le conoscenze scientifiche della FMSI siano messe a disposizione di tutte le politiche pubbliche, non solo quelle sanitarie ma anche quelle educative, ambientali, urbanistiche, sociali ed economiche, come un fattore strategico sia per il miglioramento della salute e della qualità della vita del singolo, sia in chiave di risparmio del Sistema Sanitario Nazionale e per la sostenibilità dell’intero sistema socioeconomico del Paese in contrasto ai trend sempre più diffusi (invecchiamento della popolazione, diffusione delle patologie croniche, incremento dei costi dei farmaci innovativi)"

Angelo Binaghi, Presidente Federazione Italiana Tennis e Padel
"Lo sport è il miglior farmaco preventivo al mondo. E questo comporta un risparmio diretto sul sistema sanitario pubblico. Noi sportivi diamo un contributo allo Stato affinché spenda meno. Abbiamo dati positivi a quindi presentato una serie di dati relativi all'incidenza dei diversi tipi di sport, sottolineando come "dall'opinione pubblica sia sottovalutato il contributo dello sport alla Sanità pubblica". 

 

Foto Mezzelani/SeS

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