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In & out - lo sport dentro e fuori l'ordinamento sportivo

Anno di pubblicazione:  2021

Nell’ambito dei progetti finanziati nel 2020 da Sport e Salute rientra anche “In & Out: lo sport dentro e fuori l'Ordinamento sportivo”, proposto dall’Ente di Promozione Sportiva ASI e condotto insieme a SWG.

Il progetto di ricerca ha la finalità di raccogliere dati ed informazioni, sia quantitative che qualitative, per valutare il grado di performance degli Organismi Sportivi di riferimento e quantificare la mole di attività sportiva che viene svolta dalla popolazione al di fuori dei questi contesti sportivi organizzati.

UN GAP CONOSCITIVO DA COLMARE

Secondo un approfondimento preliminare condotto da ASI, il 40% circa degli italiani pratica attività sportiva a vario titolo. Questo significa, da una parte, che i livelli di attività in Italia si attestano ancora oggi ad un livello insufficiente e, dall’altra, che solo parte degli italiani attivi pratica nell’ambito dell’Ordinamento sportivo formalmente riconosciuto – e costituito dalle federazioni sportive nazionali, dalle discipline sportive associate, dagli enti di promozione sportiva, dalle associazioni benemerite e dai gruppi sportivi militari e civili dello Stato.

Perché? Chi sono i praticanti che svolgono attività motoria al di fuori dell’Ordinamento? A chi si rivolgono? Sono a conoscenza dei vantaggi legati alla pratica presso un’organizzazione riconosciuta?

OBIETTIVI DELL’INDAGINE

Scopo primario della ricerca è pertanto quello di indagare, la consistenza e l'entità della pratica sportiva degli italiani nel contesto afferente all’Ordinamento sportivo nazionale e non. La determinazione di questa realtà potrà contribuire ad evidenziare le eventuali carenze dei player dell’Ordinamento che spingono gli utenti a rivolgersi ad altri soggetti e, pertanto, a migliorare l’offerta di sport.

L’indagine avrà poi lo scopo di accrescere il livello di informazione sullo scenario di riferimento complessivo e di individuare tutti i soggetti che si occupando di sport all'interno e soprattutto all'esterno dei sistemi sportivi organizzati.

I DESTINATARI DELL’INDAGINE

QUASI 1 ITALIANO SU 5 HA INIZIATO A FARE SPORT CON LA PANDEMIA

Secondo i primi risultati della ricerca, prima del Covid, erano 2 italiani su 3 a svolgere attività fisica o sportiva. A distanza di un anno e con il perdurare della pandemia, è salita al 75% la quota di italiani che praticano attività fisica o sportiva: in questo dato non solo rientra chi ha perseverato durante l’emergenza sanitaria (il 59%), ma anche chi ha iniziato proprio con l’inizio della pandemia, al termine di un anno eccessivamente sedentario (il 16%).

Si sono attivati, per cominciare a svolgere una qualsiasi forma consentita di attività motoria, soprattutto gli italiani over 75, la cosiddetta generazione Silent. Mentre, tra coloro che già praticavano, si sono dati da fare per rimanere fisicamente attivi, in particolar modo, i giovani che oggi hanno tra i 25-40 anni (Millennials). La generazione più sportiva e attiva è anche quella della DAD e della più dolorosa interruzione delle occasioni di socialità. Per i giovani tra i 16-25 anni infatti l’allenamento in casa, meglio se attraverso l’ausilio di internet, rimane centrale: il 39% di loro (+21 rispetto al dato medio) continua a fare esercizio in casa via app, tv, dvd, video o consolle.

In conclusione, un ottimo segnale: sebbene il movimento sportivo abbia perso, come era prevedibile, qualche praticante a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni, ne esce arricchito di una quota doppiamente ampia che, se correttamente motivata, potrà mantenere le buone abitudini guadagnate anche a fine emergenza sanitaria.

Passando alle persone che non praticano, prima del Covid-19 queste costituivano il 34% del campione. Oggi, solo 1 su 4 non pratica: tra questi ci sono sia coloro che hanno smesso di fare attività fisica con la pandemia (il 7%) che coloro che sono rimasti sedentari (il 18%).

PRATICA SPORTIVA PRIMA E DOPO UN ANNO DI PANDEMIA

CON L’INIZIO DEL 2021, SI ARRESTA L’IMPENNATA DELLA SEDENTARIETÀ

In base alla frequenza con cui si allenano, gli intervistati sono stati classificati in:

  • “sedentari” (25% dei casi), ossia coloro che non si muovono mai;
  • “attivi” (35% dei casi), ovvero chi pratica più volte a settimana;
  • “saltuari” (40% dei casi), ossia chi pratica al massimo una volta a settimana.

Nella ricerca condotta da ASI e SWG, i dati sulla sedentarietà sono stati confrontati con quelli prodotti da Sport e Salute e SWG nell’ambito dell’indagine "Emergenza sanitaria Covid-19 e sport: gli impatti sugli stili di vita dei cittadini", risalente a luglio 2020. Dalla comparazione si è evidenziata un’impennata della sedentarietà, soprattutto nell’ultimo trimestre del 2020. Tuttavia è anche visibile un trend in miglioramento con l’inizio del nuovo anno: i sedentari infatti sono passati dal 22% di luglio 2020, al 34% di dicembre, fino a ridursi nuovamente a febbraio 2021 quando si sono attestati al 25%.

ATTIVI, SALTUARI E SEDENTARI (LUGLIO 2020-FEBBRAIO 2021)

L’ATTIVITÀ FISICA TORNA FUORI DALLE MURA DOMESTICHE

Dall’indagine è inoltre emersa una forte preferenza per l’outdoor: tenendo conto sia di coloro i quali hanno praticato solo all’aria aperta che di quelli che l’hanno alternata con la pratica tra le mura domestiche, è emerso che l’85% del campione ha praticato fuori casa, a dispetto della stagione invernale.

Comparando il dato con quello dell’indagine di Sport e Salute/SWG precedentemente citata, è interessante notare che, nonostante le maggiori restrizioni rispetto all’estate e il clima migliore, questo dato a febbraio risulti più alto rispetto a luglio, periodo in cui la percentuale di chi praticava outdoor si attestava sul 79%.

Nel dettaglio, tra le attività svolte fuori casa, quelle preferite sono le camminate veloci (particolarmente diffuse tra 56-75enni, donne e persone con reddito basso), andare bicicletta e correre/fare jogging (attività più diffuse tra i 25-40enni e gli uomini).

PIÙ CAMMINATE ALL’ARIA APERTA, MENO FITNESS IN SALOTTO