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Rapporto BES

Anno di pubblicazione:  2021
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Con il rapporto sul Benessere equo e sostenibile (BES) – giunto al suo decennale nel 2021 – ISTAT presenta ogni anno i risultati di un’iniziativa che pone l’Italia all’avanguardia nel panorama internazionale in tema di sviluppo di indicatori sullo stato di salute di un Paese che vadano oltre il Pil.

Il rapporto assume come punto di partenza la multidimensionalità del benessere e, attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori, descrive l’insieme degli aspetti che concorrono alla qualità della vita dei cittadini. Negli anni, il rapporto si è adeguato sempre più alle condizioni degli italiani, vedendo l’introduzione di indici sempre più capaci di illustrare trasversalmente il benessere dei cittadini italiani. Solo per l’ultimo rapporto, infatti, sono stati aggiunti 33 nuovi indicatori, portando il numero totale a 152.

Secondo l’ultimo rapporto, allarmanti – complice l’emergenza da Covid-19 – sono i risultati sulla sedentarietà e l’eccesso di peso. Emerge infatti che:

  • Nel 2020 è pari al 33,8% la quota di persone sedentarie.
  • Le donne risultano con livelli di sedentarietà più elevati rispetto agli uomini, anche se nel tempo il gap di genere è andato riducendosi (pari a 7,8 punti percentuali nel 2010 e scende a 6,3 punti percentuali nel 2020).
  • La sedentarietà aumenta al crescere dell’età: riguarda 2 persone su 10 tra gli adolescenti e i giovani fino a 24 anni fino ad interessare circa 7 persone su 10 tra la popolazione di 75 anni e più.
  • Rimane forte la differenza tra Nord-Mezzogiorno ma, rispetto al 2019, si registra nelle regioni centrali un calo (dal 35,1% al 30,2%).
  • durante il periodo di lockdown della fase 1 della pandemia da COVID-19, il 22,7% della popolazione di 18 anni e più ha svolto in un giorno medio attività fisico sportiva, sebbene quasi esclusivamente nei propri spazi abitativi (interni o esterni). Nel momento delle restrizioni più forti legate alla pandemia, la popolazione ha cercato di mantenersi fisicamente attiva, ma è cresciuto il tempo trascorso a casa in attività sedentarie, sia lavorando sia svolgendo attività del tempo libero.
  • nel 2020, inoltre, si registra un lieve aumento di persone in eccesso di peso, pari al 45,5%.
  • Gli uomini presentano livelli di eccesso di peso superiori alle donne (54,7% contro il 36,9%). L’eccesso di peso risulta più elevato al crescere dell’età e nelle regioni del Mezzogiorno. Rispetto al 2019, si osserva un aumento nella quota di persone in eccesso di peso sia al Nord che nel Mezzogiorno (rispettivamente dal 42,1% al 43,4% e dal 49,3% al 50,4%), mentre si è registrata una riduzione nelle regioni dell’Italia centrale (da 43,7% a 42,2%).

Sempre considerando il tema salute, dal report risulta che:

  • con la pandemia, sono stati annullati i progressi che l'Italia ha raggiunto negli ultimi 10 anni nel campo della salute;
  • in Italia, nel 2020, si registra una speranza di vita di 82,3 anni (dato in ribasso di 0,9 anni rispetto ai dati 2019); questo si è evidenziato soprattutto al Nord Italia ed è maggiormente evidente in Lombardia, dove si è avuto una diminuzione di 2,4 anni rispetto al 2019;
  • è stato evidenziato anche una difficoltà di accesso all'assistenza sanitaria: infatti 1 cittadino su 10 non ne ha usufruito anche se ne avesse bisogno; di questo ne hanno risentito soprattutto gli over 75.

In merito poi alla soddisfazione della vita, i dati ISTAT evidenziano che:

  • la quota di persone molto soddisfatte per la vita, rimane stabile nel 2020;
  • ne è emerso un maggiore apprezzamento del presente, ma i cittadini si presentano più negativi verso il futuro, principalmente per via dell'incertezza causata dal Covid;
  • alta e stabile è la soddisfazione per le relazioni familiari e amicali. La famiglia come punto riferimento fondamentale nella coesione sociale.  

Invece per il tema dell’occupazione e del gender gap :

  • ci si allontana dai dati europei sull'occupazione per entrambi i sessi, ma - nel 2020 - è più evidente il calo per le donne (anche se, nel pre crisi, avevano recuperato);
  • in smart working hanno lavorato più donne che uomini (il 23% contro il 17% degli uomini);
  • l'Italia solo con l'avvento della pandemia si è avvicinata ai dati dello smart working che in Europa si registravano già nel periodo pre pandemia;
  • cresce il dato delle donne nelle posizioni apicali, ma rimane limitata. Se si considerano poi le istituzioni, la quota delle donne al potere non arriva al 20%.

Tra gli altri temi trattati dal BES, ci sono l'istruzione, la povertà, internet, i lavoratori della conoscenza, la partecipazione civica e politica, gli investimenti per beni e attività culturali, l'ambiente, il consumo di suolo e abusivismo, gli eventi estremi meteoclimatici e la criminalità. 

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