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L'occupazione nel settore sportivo in Europa

Anno di pubblicazione:  2021
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In questo documento Eurostat analizza le tendenze dell’occupazione sportiva negli ultimi anni, facendo una stima dell'occupazione totale e di alcune sue caratteristiche - sia a livello europeo sia a livello degli Stati membri. Negli ultimi anni lo sport ha infatti acquisito un ruolo significativo nelle strategie e nei programmi europei ed è entrato a far parte dell’agenda politica dell'UE con l’obiettivo di contribuire al conseguimento degli obiettivi sociali ed economici dell'UE.

In questo quadro, dal 2011 la Commissione europea e gli Stati Membri collaborano sulla base di una serie programmi pluriennali concordati con il Consiglio dell’UE, stabilendo le priorità e definendo i principi alla base della cooperazione. Più specificamente, il Piano di lavoro dell'UE per lo sport viene adottato ogni 3 anni; il più recente, deliberato a dicembre 2020, è il Piano 2021-2024.

Inoltre, al fine di consentire agli Stati di elaborare le proprie politiche sportive sulla base di evidenze economiche, sociali e statistiche, l’Eurostat, insieme alla Direzione Generale Istruzione, Gioventù, Sport e Cultura, ha avviato un programma per la raccolta e la diffusione delle statistiche sullo sport. I dati comparabili di Eurostat sull'impiego nel settore sportivo, il commercio internazionale, la partecipazione ad attività sportive, ecc. sono infatti uno strumento importante per contribuire al monitoraggio e allo sviluppo delle politiche sportive dell'UE.

L'obiettivo delle statistiche qui descritte, in particolare, è quello di mettere in luce il contributo dello sport sull’occupazione globale e le principali caratteristiche dell’occupazione sportiva (utilizzando indicatori quali età, sesso o livello di istruzione).

L’OCCUPAZIONE NELLO SPORT NEL 2020: GAP DI GENERE, ETÀ E FORMAZIONE

A seguito della pandemia di Covid-19, nel 2020 l'occupazione sportiva nell'Unione Europe è diminuita di 54.000 persone rispetto al 2019 - un calo del 4%. Questo decremento del lavoro nell’ambito sportivo ha colpito maggiormente le donne, che sono diminuite di oltre 52.000 unità rispetto al 2019, mentre la diminuzione negli uomini ha colpito solo 1.900 persone. Per quanto riguarda il confronto di genere, inoltre, nella maggioranza degli Stati Membri, sono poche le donne ad aver trovato nuova occupazione nello sport rispetto agli uomini, con alcune differenze a seconda dei Paesi: in Lithuania, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, ad esempio, l’impiego nello sport è maggiore tra le donne. Complessivamente, ad ogni modo, gli uomini con il 57% rappresentano la maggioranza dei lavoratori nel settore sportivo riflettendo il trend del mercato del lavoro nel suo insieme (vedi tabella 1).

Come si evince dalla tabella 1, la situazione dell’impiego nello sport oltre alla differenza di genere, si distingue per altri due aspetti:

1- L’età

Nel 2020 la percentuale di occupazione nello sport di giovani tra i 15 e i 29 anni negli Stati membri era del 33 % e, dal 2015 al 2020, 10 paesi hanno registrato un incremento di percentuale nei giovani.
La differenza è stata particolarmente significativa in Spagna e Slovacchia, dove la percentuale di giovani occupati nello sport è stata 2,6 volte superiore rispetto alla percentuale complessiva di giovani sul mercato del lavoro, in Grecia (2,5 volte superiore) e in Bulgaria, Danimarca, Italia, Ungheria e Slovenia (2,4 volte superiore).
Sei Stati membri hanno registrato almeno il 40% dei giovani occupati nello sport: Danimarca (56%), Finlandia (45%), Svezia e Paesi Bassi (entrambi 42%), Slovacchia (41%) e Ungheria (40%). Al contrario, solo cinque Paesi avevano meno del 30 % di giovani lavoratori nello sport, con la percentuale più bassa osservata in Cecoslovacchia (25%).

2- Il livello di istruzione

Considerando la formazione educativa delle persone occupate nello sport nell'UE nel 2020, il 39% aveva completato l'istruzione terziaria. Il 48% delle persone impiegate nello sport aveva un livello medio di istruzione (livelli ISCED 3-4) ovvero praticamente fino al diploma, seguito dal 39% con un livello elevato (ISCED 5-8) ovvero laurea triennale e dottorado, e dal 13% con un livello basso (al massimo livello ISCED 2) che si riferisce alla scuola secondaria inferiore.
In sei Stati membri dell'UE, circa la metà degli sportivi era laureata: Grecia (64%), Cipro (61%), Lituania (58%), Lettonia (56%), Spagna (54%) e Bulgaria (50%). Dei 25 Stati membri dell'UE, 12 hanno registrato una percentuale di laureati inferiore alla media UE (39%), con le percentuali più basse osservate in Cecoslovacchia (20%) e in Danimarca (24%).

NEL 2020, 1,3 MILIONI DI EUROPEI IMPIEGATI NELLO SPORT

Nel 2020, in Europa, il numero di persone impiegate nello sport è aumentato in 21 dei 27 Stati membri dell'UE tra il 2015 e il 2020, all’incirca di 100.000 unità rispetto al 2015, il che equivale ad un aumento complessivo dell’8,4%. Tale aumento è stato osservato anche in termini relativi, con l'occupazione sportiva che rappresenta lo 0,68% dell’occupazione totale del 2020, rispetto allo 0,64% nel 2015 (vedi tabella 2). Durante il quinquennio preso in esame Italia, Spagna, Grecia e Germania hanno registrato un incremento due volte maggiore rispetto all’occupazione sportiva totale in Europa.

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