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PASSI e PASSI d'Argento 2020-2021

Anno di pubblicazione:

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato, sul proprio portale dedicato all’epidemiologia per la sanità (Epicentro), i dati aggiornati al biennio 2020-2021 relativamente a PASSI e PASSI d’argento, per la popolazione over 65 anni – un sistema di sorveglianza avviato nel 2006 con l’obiettivo di effettuare un monitoraggio a 360 gradi sullo stato di salute della popolazione adulta italiana.

I temi indagati sono il fumo, l’inattività fisica, l’eccesso ponderale, il consumo di alcol, la dieta povera di frutta e verdura, ma anche il controllo del rischio cardiovascolare, l’adesione agli screening oncologici e l’adozione di misure sicurezza per prevenzione degli incidenti stradali, o in ambienti di vita di lavoro, la copertura vaccinale antinfluenzale e lo stato di benessere fisico e psicologico, e ancora alcuni aspetti inerenti la qualità della vita connessa alla salute.

Alla luce delle particolari conseguenze della pandemia da Covid-19, l’ISS ha scelto di fornire i dati di aggiornamento per il biennio 2020-21, in luogo del canonico periodo quadriennale. In questo modo, per ogni indicatore di ciascuna tematica si disporrà di analisi relative al periodo pre-pandemico, depurate dall’impatto della pandemia (la più recente disponibile resterà riferita al quadriennio 2016-2019) e di una fotografia in piena pandemia, relativa al solo biennio 2020-21.

La pubblicazione dei dati è inoltre accompagnata da un utile strumento di data visualization, da cui sono estrapolati i grafici proposti nella sintesi dei contenuti che segue.

Passi: over 65, donne, ceti fragili e meridione maggiormente sedentari

In PASSI, le informazioni sull’intensità e il tempo dedicato all’attività fisica, nel tempo libero e durante l’attività lavorativa, consentono di stimare i livelli complessivi di attività fisica delle persone adulte e classificarle in attive, parzialmente attive o sedentarie secondo le indicazioni internazionali in vigore. Secondo la definizione basata sui correnti standard OMS, nel biennio 2020-2021 tra gli adulti residenti in Italia i “fisicamente attivi” sono il 45% della popolazione, i “parzialmente attivi” il 24% e i “sedentari” il 31%.

La sedentarietà è più frequente con l’avanzare dell’età (pari al 28% fra i 18-34enni, raggiunge il 35% fra i 50-69enni), fra le donne e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato, per difficoltà economiche o basso livello di istruzione.

Il gradiente geografico è molto chiaro e a sfavore delle Regioni meridionali come si evince dal grafico di seguito: in Campania la quota di sedentari supera il 50% della popolazione, anche se in Valle d’Aosta raggiunge il 60%.  

Il 2020 segna l’anno di maggiore incremento nel trend della sedentarietà, presumibilmente legato all’impatto delle misure di contenimento adottate per il contrasto alla pandemia, ma già nel 2021 si osserva un ritorno ai valori in linea con il trend pre-pandemia.

Interessante, inoltre, tra i dati rilevati dall’ISS, quello relativo alle auto-percezioni: non sempre, infatti, la percezione soggettiva del livello di attività fisica praticata corrisponde a quella effettivamente svolta: 1 adulto su 3 fra i parzialmente attivi, e quasi 1 su 4 fra i sedentari, percepiscono come sufficiente il proprio impegno. Troppo bassa, poi, appare l’attenzione degli operatori sanitari al problema della scarsa attività fisica, anche nei confronti di persone in eccesso ponderale o con patologie croniche. Su 10 intervistati meno di 3 riferiscono di aver ricevuto il consiglio, dal medico o da un operatore sanitario, di fare regolare attività fisica; fra le persone in eccesso ponderale questa quota di poco superiore raggiunge il 36%, fra le persone con patologie croniche il 41%.

Passi d’argento: la solitudine come fattore di rischio aggiuntivo

In PASSI d’Argento l’attività fisica praticata dagli ultra 65enni, viene valutata attraverso il “Physical Activity Scale for Elderly” (PASE), uno strumento validato a livello internazionale e specifico per la  popolazione anziana, che considera tutti i tipi di attività comunemente svolte da persone di questa età, dalle attività di svago e sportive (strutturate e non) alle attività casalinghe (dai lavori domestici, giardinaggio, cura dell’orto, fino al prendersi cura di altre persone), fino a eventuali attività lavorative non sedentarie.

Anche con l’uso di questo indicatore si conferma che la quota di sedentari cresce al crescere dell’età (raggiunge il 64% dopo gli 85 anni), è maggiore fra le donne (45% vs 39% degli uomini), tra coloro che hanno molte difficoltà economiche (54% vs 38% di chi riferisce di non avere difficoltà economiche) o un basso livello di istruzione (51% vs 38%) ed è maggiore fra chi vive solo (47% vs 41%). La variabilità regionale è ampia ed è comunque mediamente più elevata nelle Regioni meridionali (51% vs 39% del Nord).

Nonostante sia diffusa la conoscenza dell’importanza di praticare attività fisica ai fini del benessere psico-fisico degli anziani, si rileva che solo il 28% degli ultra 65enni, negli 12 mesi precedenti l’intervista, ha ricevuto da parte di un medico o altro operatore il consiglio di fare attività fisica.

L’attenzione sembra scarsa anche nei confronti di persone con patologie croniche o in eccesso ponderale che pure potrebbero trovare benefici importanti nel movimento anche se praticato nel rispetto delle loro condizioni di salute e dei loro limiti: solo il 30% fra quelli che hanno almeno una patologia cronica fra quelle indagate in PASSI d’Argento riferiscono di aver ricevuto il consiglio di fare movimento (vs 24% di chi non ha patologie croniche) e il 39% degli obesi.

L’analisi dei trend annuali del grafico mostra un significativo aumento della quota di sedentari nel biennio 2020-2021 rispetto al 2018-2019, dovuto all’impatto della pandemia, che si è evidentemente tradotto in un incremento della quota di sedentari fra gli ultra65enni.

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