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SPORT E SALUTE PUNTA SU SCUOLA, SOCIALE E BENESSERE

"L'obiettivo di questa riforma da cui nasce Sport e Salute è provare a rimediare al paradosso di un Paese che è stabilmente nella top 10 dei risultati olimpici grazie a eccellenze individuali e di squadra ma, dall'altra parte, su 28 Paesi europei è al 24esimo posto per attività fisica: di fatto 22 milioni di italiani non fanno nulla, il 40% della popolazione".

Secondo l'A.D. di Sport e Salute Rocco Sabelli, intervenuto dal Meeting di Rimini, infatti "questa riforma tenta di riequilibrare sia la governance con il Coni focalizzato sulla preparazione olimpica, che destinare risorse all'attività di base che oggi riceve invece il 20%”.

“Dico che è legittimo interrogarsi su un possibile ribilanciamento a favore di sport nella scuola, sociale, inclusione, benessere”. Ma c’è un altro aspetto continua il Presidente e A.D. di Sport e Salute, “ci sono molti progetti fatti da vari soggetti, ma c'è molta dispersione e poca organicità: nell'organizzazione sportiva con 80 soggetti, entra ogni anno oltre un miliardo, 400 milioni circa di risorse pubbliche più quello che si genera. Ne escono oltre 600 milioni per organizzare lo sport e si brucia il 40% delle risorse per farlo funzionare: nessuna organizzazione può tollerare un autoconsumo così elevato. L'interlocuzione non è tra Sport e salute e il Coni, ma con gli organismi sportivi per non disperdere le risorse, per far girare la macchina. E chi maggiormente destina risorse all'attività sportiva diffusa, più fondi riceverà”, conclude il numero uno di Sport e Salute.

“Lo sport non è un’azienda: deve dare emozioni, generare passione, cose belle…. Però va data più efficienza a tutta la macchina e le logiche aziendali ci possono aiutare. In queste fasi di transizione c'è qualche resistenza, ma c'è una grande opportunità che va colta”

Per quanto riguarda la questione Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 invece afferma: “E' una polemica di apparato che allo sport interessa poco: l'Olimpiade Milano-Cortina non ce la scipperà nessuno. D'altronde la legge di costituzione della società proprio all'Articolo 1 garantisce l'autonomia del Coni in quelle che sono le sue competenze".

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