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Turismo sportivo: stili, abitudini e preferenze degli italiani in vacanza

Anno di pubblicazione:  2022

Lo sport ha da sempre un elevato potenziale economico e sociale, che integrandosi con l’industria del turismo, determina un segmento di mercato con un ruolo centrale nella promozione del territorio e nella crescita economica. Lo dimostra il fatto che nel 2020, nonostante le misure restrittive dovute alla pandemia, l’Italia e in particolare il segmento del turismo sportivo hanno dimostrato una spiccata resilienza.

L’indagine svolta da SWG per Sport e Salute tra aprile e maggio 2022 accende i riflettori su questo binomio sport e turismo, con l’obiettivo di dare una lettura delle preferenze e degli ostacoli che caratterizzano le "vacanze attive" della popolazione italiana di età compresa tra i 18 e i 90 anni.

IN VACANZA VINCONO LE ATTIVITÀ OUTDOOR

I Millennial (ovvero i nati tra il 1981-1996 circa) non hanno dubbi: per il 59% l’offerta di attività fisica costituisce un valore aggiunto della vacanza (+9% rispetto al dato medio). Del resto tutte le indagini degli ultimi anni, tanto a livello nazionale che globale, indicano con chiarezza che per le nuove generazioni la cura della propria qualità della vita è ai vertici delle priorità, non tanto con finalità prettamente estetiche, quanto di benessere e di equilibrio personale.

Guardando alla popolazione complessiva, invece, per il 10% l’offerta di attività fisica in vacanza è addirittura irrinunciabile.

Come evidenziato nella figura sottostante, più della metà degli italiani (50%) concepisce la vacanza come opportunità per muoversi, ma con andamento lento e come occasione per ammirare le bellezze del luogo che ha scelto.

La maggioranza preferisce la natura (40%), in coerenza con la grande voglia di respirare all’aria aperta, retaggio dei lockdown imposti dalla pandemia; in effetti le attività motorie “da vacanza” preferite sono le camminate ed escursioni a piedi (37%), oltre alla possibilità di affittare monopattini e biciclette (40%), seguite a breve distanza dalla presenza di terme e spa (36%) e di piscine all’aperto (32%). Poca o nulla (4%), di contro, la voglia di chiudersi in palestra o in un centro sportivo durante il periodo di vacanza.

PREFERENZE E BARRIERE DEL TURISMO SPORTIVO

Ne emerge un profilo di turista italiano che preferisce un’esperienza di vacanza ibrida, che metta insieme movimento, relax e scoperta del territorio. Questo dato è importante in un’ottica di organizzazione di eventi e attività sportive, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e di favorire una rigenerazione urbana, come anche previsto dall'obiettivo 11 "Città e comunità sostenibili", degli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Un trend, questo, che è in grado di generare importanti ricadute economiche per il settore del turismo e per l’economia locale e nazionale: si pensi, ad esempio, all’indotto per imprese ricettive, attività ricreative culturali e di intrattenimento, settore dei trasporti, etc.

Per rafforzare la filiera dei servizi al viaggiatore sportivo sarà pertanto utile tener presente che tra i principali ostacoli incontrati dai turisti sulla strada verso il proprio ideale di vacanza benessere ci sono i costi, gli orari e la rigidità dell’offerta. I costi, infatti, incidono negativamente per il 36% degli intervistati, mentre i vincoli di orario e la rigidità dell’offerta per il 20%. La vacanza da sempre, e oggi più che mai, è sinonimo di libertà dai ritmi e dagli obblighi quotidiani, dunque quanto è necessario a sfogare le passioni deve essere accessibile e a portata di mano.

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