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I numeri dello sport dopo il Covid19 - Presentazione del Pres. Blangiardo

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La relazione “I numeri dello sport dopo il Covid: da dove ripartiamo”, presentata dal Presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, realizza una fotografia dell’Italia che si allarga dai tesserati a tutte le persone che praticano attività sportiva. La distinzione è tra attivi e sedentari.

In generale i dati – che arrivano fino alla fine del 2021 – dimostrano che, nell’ambito della pratica sportiva, l’Italia deve recuperare un gap maggiore rispetto agli altri Paesi Europei: Svezia e Danimarca, infatti, registrano più del 50% della popolazione che pratica attività, mentre francesi e spagnoli toccano comunque il 30%; solo il Portogallo registra una percentuale minore dell'Italia.

AUMENTO DELLA SEDENTARIETÀ TRA GLI ADOLESCENTI

L’emergenza sanitaria ha condizionato gli stili di vita e, quindi, anche i comportamenti legati allo sport, sebbene la popolazione abbia mostrato desiderio di mantenersi fisicamente attiva, modificando le modalità di svolgimento della pratica sportiva: lo dimostra, il calo della quota dei praticanti che hanno fatto sport in luoghi strutturati a pagamento, soprattutto tra le donne.

L’altro segnale importante riguarda gli adolescenti che, chiusi in casa, hanno a lungo patito una mancanza di attività di pratica sportiva e socializzazione. Infatti, i dati Istat nel 2021 evidenziano un calo della pratica sportiva continuativa tra i più giovani. In parallelo, si è fortemente ridotta la quota dei 6-14enni che ha praticato sport 3 o più volte a settimana; prima del Covid, in questa fascia d’età, il 70% era abituato a praticare almeno una disciplina, ora soltanto il 55%.

Un elemento importante resta l’influenza della famiglia nella pratica sportiva, visto che quasi 8 ragazzi su 10 praticano sport quando entrambi i genitori hanno abitudine alla pratica sportiva, contro poco più di 3 ragazzi su 10 quando entrambi i genitori sono non praticanti. L’importanza  della famiglia resta un vettore importantissimo per la motivazione alla pratica sportiva come evidenziato anche dalla ricerca di ASC e CSI, finanziata da Sport e salute “OFFSIDE: il drop-out sportivo nella Generazione Z”.

Volgendo lo sguardo al futuro prossimo, sebbene la ripresa potrebbe non risultare uniforme sul territorio, accentuando lo svantaggio del meridione e dei piccoli comuni, l’Istat ha previsto un ritorno alla normalità in ambito sportivo nel 2022.

IMPATTO ECONOMICO

I danni del Covid in ambito sportivo non hanno riguardato solo l’attività fisico-sportiva praticata, ma anche l’indotto economico legato al settore. I dati Istat testimoniamo i seguenti effetti della pandemia:

  • 30mila posti di lavoro persi: da 132 mila agli attuali 104 mila, trend in discesa anche rispetto al 2020;
  • nel 2021 la percentuale di famiglie italiane che ha sostenuto speseper attività sportiveè diminuita dal 22 al 12%;
  • sempre nel 2021, il 2,3% delle famiglie (600 mila) ha sostenuto spese per articoli sportivi, contro il 3,1% nel 2019.

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