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Studi e dati dello Sport
Strategia UE per un turismo sportivo più sostenibile e bilanciato
Anno di pubblicazione:
2026Autore:
Parlamento Europeo EPRSTematiche:
Impatto economico Salute e prevenzione Sistema sportivo Impatto sociale Stili di vita Politiche UE
Il briefing EPRS inquadra il turismo sportivo come segmento in rapida crescita e strumento strategico per riequilibrare flussi, ridurre la stagionalità e sostenere la transizione verde del turismo europeo.
Il documento evidenzia benefici economici, sociali e sanitari (occupazione, prevenzione) e richiama l’esigenza di policy sostenibili e inclusive:
- gestione impatti ambientali,
- accessibilità,
- coinvolgimento comunità,
- governance e finanziamenti UE.
È un riferimento istituzionale aggiornato per programmare investimenti, misurare la legacy degli eventi e sviluppare prodotti outdoor (es. escursionismo) coerenti con gli SDGs.
PERCHÉ IL TURISMO SPORTIVO CONTA DAVVERO (SECONDO L’UE)
Il briefing EPRS dedica grande attenzione ai molteplici benefici che il turismo sportivo può portare al sistema turistico europeo:
1. Impatti economici significativi
Il turismo sportivo si inserisce in un mercato globale valutato in centinaia di miliardi di euro e rappresenta circa il 10% del turismo mondiale. Nell’UE, il settore sport contribuisce direttamente a oltre 6 milioni di posti di lavoro, molti dei quali collegati alla filiera turistica (trasporti, ricettività, servizi outdoor, eventi).
2. Sostenibilità e riduzione della stagionalità
Secondo il Parlamento Europeo, il turismo sportivo può mitigare problemi strutturali come overtourism e picchi stagionali, orientando i flussi verso:
- periodi meno congestionati,
- destinazioni emergenti,
- aree interne e rurali che beneficiano maggiormente di nuova visibilità e investimenti.
Questo avviene grazie alla natura stessa delle attività sportive, spesso fruibili durante tutto l’anno e compatibili con itinerari verdi, percorsi ciclabili, sentieri escursionistici e sport outdoor.
3. Benefici per salute e benessere
L’attività fisica connessa al turismo attivo è un valore aggiunto per la salute dei cittadini europei. Escursionismo, ciclismo, running, sport d’acqua e attività outdoor sono riconosciuti dalla Commissione come strumenti di prevenzione, inclusione e miglioramento della qualità della vita di residenti e visitatori.
4. Opportunità per le comunità locali
Il turismo sportivo è una leva per:
- rigenerare infrastrutture inutilizzate o obsolete,
- riattivare piccoli borghi e aree montane,
- valorizzare identità territoriali, tradizioni e paesaggi,
- creare nuovi servizi legati alla mobilità dolce e all’attività outdoor, spesso con modelli gestionali pubblico–privato.
EVENTI SPORTIVI: OPPORTUNITÀ E CRITICITÀ DA GOVERNARE
Il briefing EPRS invita alla cautela quando si parla di grandi eventi sportivi: questi possono generare crescita e riportare benefici importanti in termini di branding e infrastrutture, ma solo se pianificati con criteri di sostenibilità.
L’UE richiama infatti l’attenzione su rischi come:
- sovraffollamento,
- pressioni su ambiente e comunità,
- costi non sostenibili per le amministrazioni locali,
- infrastrutture sottoutilizzate nel lungo periodo.
Per questo incentiva l’uso di indicatori ESG — mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti, accessibilità universale, coinvolgimento della comunità locale — e un monitoraggio trasparente degli impatti economicamente indotti.
IMPLICAZIONI PER L’ITALIA
Il quadro tracciato dal Parlamento Europeo è di particolare rilevanza per l’Italia, il paese con:
- vasto patrimonio naturalistico e culturale,
- un’enorme rete di borghi, cammini ed ecosistemi outdoor,
- forte vocazione a eventi sportivi internazionali e locali,
- una filiera di operatori turistici e sportivi capillare e diversificata.
Il turismo sportivo può diventare una leva strategica per:
- rafforzare la competitività delle destinazioni interne,
- sostenere le politiche di rigenerazione dei borghi,
- consolidare nuovi prodotti turistici integrati (cicloturismo, trekking, cammini storici, outdoor),
- attivare reti di imprese e associazioni sportive in chiave sostenibile.
In questo scenario, la progettazione dovrà valorizzare:
- mobilità dolce e intermodalità,
- standard di accessibilità,
- KPI ambientali e sociali,
- collaborazione tra enti sportivi, Comuni, parchi e imprese outdoor.
KPI suggeriti dal briefing e dalle metodologie UE:
- Aumento percentuale dei visitatori off-season.
- Percentuale di spostamenti sostenibili (TPL, e-bike, percorsi green).
- Riduzione dell’impronta CO₂ degli eventi sportivi e dei flussi turistici.
- Indicatori di benessere e partecipazione legata all’attività fisica.
- Impatto economico locale calcolato secondo la metodologia Sport Satellite Account.
In conclusione, il documento EPRS del 2026 presenta una visione chiara: il turismo sportivo non è solo un segmento in crescita, ma una leva politica ed economica per costruire un turismo europeo più equilibrato, responsabile, sano e competitivo.
L’Italia, con il suo patrimonio naturale e la forza delle sue comunità, ha tutte le condizioni per diventare un laboratorio avanzato di turismo sportivo sostenibile, capace di generare valore diffuso e contribuire alla transizione verde e digitale promossa dall’Unione Europea.
