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Quartu Sant’Elena: il boom del basket anni Ottanta

PIANO 1
COMUNE QUARTU SANT'ELENA
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C’è una periferia in un capoluogo italiano che racconta una storia di sport d’autore con il piglio d’impresa: a Quartu Sant’Elena l’Antonianum 93 guarda lo sport di base come incubatore sociale e di opportunità.

Con i suoi settanta mila abitanti è la terza città più grande della Sardegna, dopo Cagliari e Sassari, qui Sport e Salute S.p.A. ha fatto da stazione appaltante garantendo il corretto iter dei lavori realizzati sul Complesso sportivo Antonianum con il contributo sul Fondo Sport e Periferie - PCM. La Direzione infrastrutture, sistemi e ingegneria dello sport, che può contare su un gruppo specializzato di professionisti, ha meticolosamente vigilato sulla rigenerazione del campo di Basket, sul miglioramento funzionale dell’impianto e sull’adeguamento alle normative vigenti FIP – FIBA e CONI.

Il quartiere Sant’Antonio – casa dell’Antonianum – negli anni Ottanta era una zona difficile, tra bulli, provocatori e piccoli vandali, così si fa strada un progetto di riqualificazione socio-culturale attraverso lo sport. A quei tempi, il Basket Quartu - realtà rilevante - avrebbe segnato le sorti di via Macomer e della pallacanestro di periferia, il mentore Gigi Ruggeri: un nome, un sogno, il cammino della Cooperativa Antonianum 93. Da dietro quel “portoncino arrugginito” – alle spalle della parrocchia, vedeva il futuro dove gli altri guardavano solo ai problemi.

Anni di sacrifici e trattative, tra Istituzioni e volontariato, senza mai demordere, puntando al domani, ai giovani. Obiettivo inespugnabile contrastare la forte mortalità sportiva. Luigi Ruggeri sostiene: «il nostro obiettivo rimane quello identitario… costruiamo la nostra squadra con i nostri giocatori».

Anni passati a trovare la strategia giusta, la funzione possibilista, fino ad ottenere la concessione di 8200 mq di terreno comunale, che ha significato un mutuo con il Credito Sportivo Italiano e la costituzione della Cooperativa. Il 1993 simboleggia il punto di svolta, l’impegno e la dedizione hanno fatto il resto, ovvero la società giovanile più numerosa della Sardegna, a tutti i livelli sportivi.

Oggi, il quartiere è totalmente riqualificato. Lo scopo di Ruggeri di ricostruire relazioni e comunità è stato centrato: «la caratteristica dell’Antonianum è l’ancoraggio al territorio, al luogo. Lo sport di base deve essere promosso altrimenti si perde il senso».

Cagliari, una provincia con il basket nelle vene che, di cesto in cesto, conta ben cinquantaquattro scuole e vanta un’avvincente tradizione.

La pallacanestro ha ottenuto grandi riscontri nelle nuove generazioni, grazie anche alla passione trasmessa da personaggi che hanno avuto peso nell’isola e non solo. Si può pensare a John Sutter (il Gigi Riva del canestro sardo), Mario Vascellari (il Gigante buono innamorato della palla a spicchi), Massimo Lucarelli, Mariolina Addari (playmaker fuoriclasse) e Silvana Lenzu (prima giocatrice sarda in nazionale), solo per citarne alcuni. Il contagio, esteso a macchia d’olio, è stato sicuramente favorito anche dalla popolarità raggiunta della Dinamo Sassari-Banco di Sardegna di Meo Sacchetti che l’ha portata ai massimi livelli nazionali e internazionali. Movimento in continua ascesa con un tessuto forte e ramificato, mentre a Quartu Sant’Elena sgomita sotto canestro l’Antonianum 93.

Gigi Ranieri: «la nostra società ha un bisogno disperato di costruire capitale sociale e lo sport è un formidabile volano di capitale sociale, soprattutto in territori periferici dove il radicamento tradizionale è debole di identità».

Per Sport e Salute fare da stazione appaltante, in luoghi di grande valore socio-culturale e sportivo, significa contribuire alla finalità del Fondo Sport e Periferie e stare vicino alla gente.

 

Di seguito alcune immagini dell'Impianto: