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Gli italiani, lo sport e l’emergenza Covid-19: gli impatti prima e dopo il lockdown nell’indagine di Sport e Salute

Anno di pubblicazione:  2020
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Durante il lockdown gli italiani hanno fatto più o meno attività fisica? Si sono presi maggiore cura del proprio benessere e della propria alimentazione? Con l'arrivo dell'autunno pensano di riprendere le vecchie abitudini?

E le organizzazioni sportive come si sono adattate ai cambiamenti? Continueranno a offrire i tanti servizi in digitale che ci hanno proposto durante il lockdown?

Scopri tutti i dati e le evidenze emersi dall'Indagine condotta da Sport e Salute in collaborazione con SWG per affrontare al meglio la ripartenza.

GLI ITALIANI NON SI FERMANO

Gli italiani non vogliono rimanere fermi, questa la sintesi dei risultati della doppia ricerca condotta da Sport e Salute a luglio 2020 in collaborazione con SWG sugli effetti della Pandemia sul sistema sportivo italiano, sia lato utenti cittadini, sia lato offerta tra le organizzazioni sportivi. Un’indagine che ha approfondito un ventaglio ampio di abitudini tra gli italiani: dall’alimentazione allo smart-working, dall’attività fisica al consumo di fumo e alcol, dalle condizioni di salute fisica a quelle di benessere psichico.

Così Sport e Salute ha scoperto che gli italiani hanno piena coscienza dell’importanza dello sport: pratica attività è un elemento importante nella vita degli italiani e lo è stata anche nei giorni della campagna “Restiamo a casa”. È maggioritaria, infatti, la quota di italiani che afferma di essersi mantenuta attiva durante il lockdown, con l’obiettivo di trarne beneficio sia mentale (58%) sia fisico (58%).

LOCKDOWN: GLI EFFETTI VIRTUOSI

…MA LE SOCIETÀ SPORTIVE HANNO PAURA

Per le organizzazioni sportive il periodo ha rappresentato una grande sfida, che solo il 42% si è sentito pronto ad affrontare. Srl ed Spa si descrivono come le più preparate e in grado di cogliere le opportunità del momento, con il ricorso all’offerta sportiva online per i propri iscritti che ha riguardato il 69% delle organizzazioni sportive, ma soltanto il 7% si è spinto verso l’offerta di un servizio a pagamento. Rispetto all’utenza, poi, i responsabili delle organizzazioni sportive si dicono molto meno ottimisti (41% versus 53%).

OPPORTUNITÀ, SFIDE E STRUMENTI PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA