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Cos’è il Whistleblowing

Whistleblowing (letteralmente: "soffiare nel fischietto") indica il contributo offerto da soggetti interni o esterni (whistleblower) alla Società/Ente volto alla individuazione e gestione di:

  • comportamenti che possono configurarsi come reati;
  • presunte violazioni del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (“PTPC”), del Codice Etico, del CCNL di riferimento, degli obblighi contrattuali, …;
  • presunte violazioni o elusioni delle procedure e policy organizzative o comunque qualsiasi forma di raggiro del sistema di controllo interno;
  • situazioni di conflitti di interesse reali, potenziali e apparenti per cui non è stata effettuata un’adeguata disclosure da parte dei soggetti coinvolti e che possono avere conseguenze sull’imparzialità e il buon andamento della Società/Ente.

Quanto viene segnalato deve essere quindi sempre attinente con l'attività della Società/Ente, basato su una solida cognizione dei fatti e delle circostanze evitando di riferire contenuti ingiuriosi, calunniosi o diffamatori che non saranno presi in considerazione, fatta salva ogni azione a tutela del danneggiato. Sono da evitarsi in ogni caso segnalazioni con l'esclusivo intento di danneggiare o diffamare colleghi.

A titolo non esaustivo, i fatti e circostanze che possono essere segnalate sono:

  • l’utilizzo improprio del badge (es. il dipendente che, dopo aver passato il proprio badge al “tornello”, non si reca al lavoro, ovvero il dipendente che si presta a “passare il badge” per colleghi non presenti ovvero il dipendente che lascia la sede in orario lavorativo senza “passare il badge”, il dipendente che svolge attività personale in orario lavorativo);
  • il ricevimento di omaggi/regalie da soggetti interessati dalla attività lavorative svolte dal ricevente (es. fornitori, consulenti, destinatari di contributi, vantaggi, utilità, …) che non rispettano i criteri previsti nel Codice Etico o che siano di importo inconsueto, improprio o comunque considerevole, anche in termini cumulati;
  • l’affidamento di incarichi, forniture e assunzioni influenzato dalla presenza di interessi personali economici o di altro tipo ovvero da legami familiari, in assenza di adeguata disclosure, dei soggetti aziendali coinvolti direttamente o indirettamente nelle decisioni di affidamento;
  • l’utilizzo improprio o sottrazione dei beni aziendali (es: auto, telefoni, pc, sim, …);
  • comportamenti volti a eludere le procedure amministrative al fine di favorire indebitamente un terzo;
  • condotte volte a indurre o costringere un fornitore/consulente/candidato a promettere denaro o altra utilità al fine di favorirlo nelle procedure negoziali, nell’assegnazione di un incarico ovvero nel processo di selezione;
  • promesse di denaro o altra utilità da parte di un fornitore/consulente/candidato per essere favorito nelle procedure negoziali, nell’assegnazione di un incarico ovvero nel processo di selezione.