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Parkour

Il termine Parkour è l’internalizzazione della parola francese che significa percorso: è un’attività che l’uomo ha sempre praticato e che ora è diventata una vera e propria disciplina sportiva, grazie anche all’inserimento tra le specialità della Federazione Ginnastica.

Anche se è sempre stata praticata sotto forma di gioco dai ragazzi, un gruppo di giovani Francesi tra i quali David Belle, prendendo spunto dal “Metodo Naturale” di Georges Hébert (1875 Parigi, 1957 Tourgéville), ha pensato bene di coniare questo termine e di dare inizio a delle tecniche di sfruttamento e superamento degli ostacoli naturali o urbani. Da questo momento in poi, la disciplina si è evoluta in maniera esponenziale, grazie anche a professionisti dello sport, che grazie al loro background e alla contaminazione di molte discipline sportive, hanno permesso di ampliare e migliorare queste tecniche, arrivando non solo alla semplice esecuzione che prevede movimenti fluidi, efficienti e sicuri, ma anche sempre più acrobatici, allargando di conseguenza, la fetta di pubblico che ha cominciato a seguire il fenomeno e dando il via anche alla richiesta sempre più forte, da parte di televisione, cinema e media in generale, di questi atleti e delle loro performance.

Il Parkour è anche un ottimo strumento educativo, come qualsiasi sport, perché insegna nella vita di tutti i giorni a non arrendersi mai davanti ad uno ostacolo, ma, al contrario, sfruttarlo per proseguire la marcia verso il proprio obiettivo finale.

Correre, saltare, rotolare, aggrapparsi, tutti movimenti che nell’ era moderna tendono a essere soffocati, nel Parkour vengono utilizzati per quello che chiamiamo “arte dello spostamento”, ossia muoversi in maniera efficace e veloce, con l’aggiunta anche di movimenti più complessi unendo anche gesti acrobatici e di alta prestazione atletica.

Per alcuni, è una semplice pratica sportiva diversa da quello che si fa normalmente in una palestra e non sono per questo da condannare, ma anzi da valorizzare, perché l’impegno che questo sport richiede, è comunque intenso. Quando ci troviamo ad insegnare in palestra, l’importante è sapere chi abbiamo di fronte, quali sono le loro esperienze, la loro età e i loro obiettivi.

Il Parkour può essere fatto in ambiente indoor, ad esempio una palestra di ginnastica artistica, la quale con i suoi attrezzi è perfetta per chi desidera un approccio più sicuro o vuole imparare a gestire l’imprevisto, prima di andare a lavorare in un ambiente outdoor, dove la città con i suoi ostacoli diventa una vera e propria palestra a cielo aperto, adatta a chi desidera un approccio più vicino alle origine della disciplina o che desidera comunque affiancare il lavoro fatto in palestra con quello all’aperto.

Nel mondo Parkour vi sono già competizioni, create da enti privati tra le più famose l’art of motion della Red Bull.

La FGI mira a creare un circuito internazionale di competizioni con l’intento di portare il Parkour ad essere anche Sport Olimpico. L’opera di sensibilizzazione verso le varie Federazioni ha cominciato a dare i suoi frutti, la FGI ha cominciato già dall’anno scorso a creare un protocollo per le competizioni, sia la Speed Run, che la Freestyle, obiettivo del 2019, avere le prime gare e i primi riscontri anche per creare un team di lavoro nazionale per partecipare ai vari appuntamenti internazionali in programma in questo biennio.

Particolare attenzione durante queste competizioni verrà dato anche all’aspetto mentale, dei valori del Parkour e della sua diffusione, infatti oltre che alle competizioni verrà data sempre la possibilità di provare la disciplina anche agli esterni in aree appositamente dedicate, come già fatto anche durante l’evento di Ginnastica in Festa a Rimini ad agosto 2018.

parkour2Dal punto di vista delle competizioni si sta lavorando sulla creazione di un regolamento per creare un circuito nazionale andando ad abbracciare le linee guida della Federazione Internazionale. Con due specialità, la Speed run e la Freestyle.

La Speed run è una corsa a ostacoli, utilizzando liberamente i movimenti del Parkour si devono superare e compiere il percorso da A a B nel minor tempo possibile.

La Freestyle è espressione pura dell’atleta, utilizzando il “flow” e parti di movimenti acrobatici, si crea una performance che deve coinvolgere il pubblico e i giudici in un crescendo di difficoltà e stile.

A dicembre 2018 la Federazione Internazionale Ginnastica ha ufficialmente riconosciuto il Parkour come sua 8° disciplina e ha organizzato un meeting internazionale a Baku con le varie Federazioni per fare il punto sullo sviluppo Parkour, relatore è stato Charles Perriere uno dei fondatori del movimento Parkour. Come FGI abbiamo avuto un ottimo feedback sul lavoro svolto per promuovere il Parkour, sia a livello competitivo, sia soprattutto a livello di disciplina con un alto contenuto di valori morali e formativi. Punto fondamentale è far sì che il Parkour, seppur inserito in un ambito competitivo, mantenga intatti i suoi valori di libertà di movimento ed espressione motoria, creare atleti di alto livello può essere un buon metodo per diffondere anche in ambito non agonistico i valori del Parkour.

 

PARKOUR E BAMBINI

Il Parkour, come disciplina ha la grande qualità di poter essere studiato sia indoor che outdoor e non ha bisogno di grandissime attrezzature ed è di facile approccio per tutte le età. Per i ragazzi e bambini, con l’avvento dei social e piattaforme video, ha avuto una diffusione capillare, per la Federazione Italiana si pone l’obiettivo di creare tecnici con una formazione ottimale che possano tenere corsi dedicati ai giovani in crescita è un punto fondamentale. Il Parkour per i bambini è ottimo, non ha bisogno di un particolare background, e tende a risvegliare quelli che sono i movimenti naturali intrinsechi nel corpo umano. Correre, saltare, rotolare, aggrapparsi, tutti movimenti che nell’ era moderna tendono a essere soffocati, nel Parkour vengono utilizzati per quello che chiamiamo arte dello spostamento, ossia muoversi in maniera efficace e veloce, con l’aggiunta anche di movimenti più complessi unendo anche gesti acrobatici e di alta prestazione atletica. A livello di formazione mentale, il Parkour ha come suo punto fondamentale l’imparare a superare le difficolta e gli ostacoli, l’allenatore guida e forma il “traceur” nel suo percorso di crescita, dando il suo contributo, sia a livello fisico, che psicologico.

 

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