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Primo piano

Karate

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Le notizie storiografiche sulla diffusione di tecniche di combattimento a mano libera sono molto frammentarie e pare risalgano al XV secolo. Per avere informazioni più attendibili, occorre aspettare il XIX secolo quando comincia a svilupparsi nell’isola di Okinawa, nell’arcipelago delle Ryukyu, un’Arte Marziale senza armi. Il 1900 è anche il periodo in cui molti “Maestri” hanno operato per la definizione della neo arte moderna, ma è Gichin Funakoshi (Insegnante elementare della città di Naha) l’autore del termine “KARATE”. Egli riuscì a fare un cambiamento sostanziale della pratica marziale in “DO”, che indica un cammino, dai “valori educativi”. Grazie alla sua opera di promozione dalle “qualità formative”, da Kyoto 1916 a Tokyo 1922, il Karate venne consacrato e riconosciuto nelle scuole giapponesi.

La diffusione in Occidente è avvenuta più tardi a partire dagli anni ‘60. Nella sua “crescita sportiva”, il Karate italiano sostenuto dalla FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) del Presidente Domenico Falcone e sotto l’egida della WKF (World Karate Federation), pur mantenendo gli aspetti culturali ed i valori caratteristici delle sue origini, è finalizzato alla competizione agonistica. Come abbiamo visto nella 129a sessione di Rio De Janeiro del 3 Agosto 2016, il CIO ha deliberato l’ingresso di 5 nuovi sport (Baseball/Softball, Karate, Skateboarding, Sport Climbing e Surfing) nel programma olimpico di Tokyo 2020. Il Karate parteciperà alla XXXII Olimpiade per la prima volta e ad ospitare i Giochi sarà proprio il Nippon Budokan, che 50 anni fa, nel 1970, ha accolto anche il primo Campionato del Mondo. L’intero torneo si svolgerà in sole due giornate, nel periodo compreso tra il 24 luglio e il 9 agosto 2020.

Mattia Busato

DISCIPLINA SPORTIVA

Il Karate è uno sport di combattimento, che comprende a livello olimpico due specialità individuali: il Kumite-Shiai, che è un combattimento libero in cui due contendenti (equipaggiati con protezioni omologate) si affrontano con l’animus agonistico a contatto controllato. Esso rappresenta la caratteristica della specialità sportiva i cui colpi, eseguiti magistralmente, non vanno alla ricerca del Knockout, che nel regolamento di gara risulta penalizzante per chi lo produce e non premiante come in altri sport di combattimento. La competizione si svolge in un contesto codificato aperto e regolamentato (tappeto di gara), dove la prestazione che richiede un combattimento leale tra due avversari, mira al successo finale, determinato da un comportamento corretto e da uno specifico rendimento tecnico-tattico-atletico, per sancire la superiorità psico-fisica di uno dei due contendenti; il Kata, che è una forma motoria codificata, è una prova esecutiva che identifica un combattimento vero contro avversari virtuali. È un processo mentale interiorizzato, un modello che si sviluppa nell’ambiente, sia mediante la riproduzione operativa di gesti tecnici preordinati (azioni motorie), sia mediante l’espressione di informazioni verbali (comunicazione di significati). È una specialità a realtà parzialmente variabile, prevalentemente ad informazioni propriocettive, ovvero la conoscenza e consapevolezza dello schema specifico da seguire senza intervento di informazioni esterne. L’affermazione è caratterizzata dalla conformità applicativa, dalle abilità fisiche, dalla difficoltà esecutiva e dalla qualità della tecnica, la cui condotta motoria deve uniformarsi il più possibile ad un modello di prestazione ideale.

Luigi busa

LE MODALITÀ PRATICHE

Per il Kumite la gara si svolge su un’area quadrata piana e antiscivolo, di dimensioni m 8x8 racchiusa in una cornice perimetrale di un metro di sicurezza e di colore differente, denominato “tappeto” costituito da materassini in gomma con uno spessore di almeno 2 cm. Gli Atleti di Kumite , devono presentarsi sul tappeto e indossare un karate-gi bianco (divisa ufficiale) senza strisce, decori o ricami, se non espressamente permessi dal Comitato Esecutivo WKF. Devono essere forniti di cintura, guantini, paratibia e di paracollo del piede (di colore rosso o blu), da indossare a seconda che siano chiamati per primi (AKA) o per secondi (AO). Per poter affrontare il combattimento i contendenti devono essere dotati anche di mezzi personali di protezione: paradenti, corpetto adeguato e conchiglia per i maschi e paradenti e paraseno con sopra il corpetto per le donne.

Gli Atleti di Kata devono presentarsi sul tappeto e indossare un karate-gi bianco, come quelli del Kumite, e devono essere forniti di cintura rossa o blu a seconda che siano chiamati per primi (AKA) o per secondi (AO).

Le competizioni sono disciplinate dalle norme previste nel Regolamento d’Arbitraggio WKF. Il CIO riconosce l’esordio del Karate ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 con 8 categorie ufficiali così distinte:

  • la competizione di Kumite è organizzata secondo 6 categorie di peso equamente distribuite, 3 maschili (67Kg, 75Kg, +75Kg) e 3 femminili (55Kg, 61Kg, +61Kg). La durata dei combattimenti è di 3 minuti effettivi continui per i maschi e 2 minuti effettivi continui per le femmine;
  • nella gara di Kata le categorie sono 2 e divise per sesso, una maschile e una femminile. I Kata sono quelli previsti nell’Elenco del Regolamento d’Arbitraggio WKF, la cui scelta è libera ma diversa ad ogni turno. La durata per entrambi i sessi è dipendente dalla prova esecutiva optata, ma di solito oscilla tra 1,30 minuti e 3 minuti circa.

Il sistema di valutazione applicato, sia per il Kumite, sia per il Kata, per le competizioni continentali e mondiali è quello a bandierine a eliminazione diretta con recupero, mentre quello olimpico non è ancora definito. Anche il ranking (come i criteri per l’assegnazione delle Medaglie) è ancora in fase di elaborazione, ma indicativamente prevede la qualificazione di dieci Atleti per ciascuna categoria e, pertanto, saranno totalmente 80 (40 maschi e 40 femmine) quelli che parteciperanno ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

Un quadro orientativo sulla qualificazione è che in ogni categoria di peso dovrebbero esserci un Atleta del Paese Ospitante e un Atleta con Wild Card (scelto tra le Nazioni del Continente assente che non hanno ottenuto la qualificazione), mentre gli altri 8 si qualificherebbero in base ad un ranking olimpico che terrebbe conto dei Campionati Assoluti di ogni Paese, dei Campionati Continentali, dei Campionati Mondiali, oltre che di alcune gare di “Karate 1 Premier League” e di “Serie A”. Si suppone che i 10 Atleti di ogni categoria debbano sfidarsi in due Gruppi da 5 elementi l’una e che soltanto i primi 2 di ogni Gruppo abbiano diritto a disputare a incrocio le Semifinali e poi le Finali.

 

 

Tratto da: Spazio Sport